Le piante grasse si compongono di diverse specie tipicamente ornamentali, il loro aspetto scultoreo, si presta perfettamente alla composizione di un giardino sia in esterno che in interno, realizzato con un insieme di specie adatte a vivere all’esterno. Se si può disporre dello spazio adatto, un giardino di piante grasse può rappresentare un valore aggiunto per la propria casa, semplice da realizzare e che non ha bisogno di particolari cure, ne soprattutto di molta acqua. Naturalmente c’è bisogno di un terreno adatto, il sole non deve mai mancare e l’inverno deve essere abbastanza mite da garantire una sufficiente umidità per mantenere le piante in buona salute.

Questo tipo di piante si sceglie naturalmente per gusto estetico, ci possono essere poi altri fattori che influenzano la scelta, in genere perché non necessitano di molta manutenzione, non sporcano perché non hanno foglie o rami, perché sono piante che vivono a lungo e, essendo caratterizzate da una crescita abbastanza lenta, non devono essere potate, trapiantate o spostante in ambienti più grandi. Infine, un giardino di piante grasse non deve essere innaffiato periodicamente, anzi, durante il periodo di riposo vegetativo le piante non hanno bisogno di acqua, quindi si risparmia su impianti di irrigazione e sulla gestione nell’insieme di tutto il giardino. 


La creazione di un giardino di piante grasse offre la possibilità di scegliere diverse soluzioni di colore, di forma e grandezza e di fioritura. Si può infatti giocare sia con le dimensioni, tenendo conto che si sono specie nane e specie giganti, che con le fioriture, diverse per colori e per periodi dell’anno. La principale famiglia di piante grasse per giardino esterno è quella dei cactus. Per un giardino esterno si possono scegliere le piante grasse succulente, quelle senza spine e con fiori, le piante sempreverdi e quelle appartenenti al genere dell’Agave americana.

La caratteristica principale di questa famiglia di piante grasse è soprattutto la forma. Le piante grasse con i fiori sono infine le più delicate, sono infatti pochi gli esemplari che fioriscono o fruttificano, questo avviene soprattutto in primavera ed estate agli esemplari in buona salute. Per vedere una pianta grassa fiorire occorrono condizioni climatiche ottimali e molti anni, ci sono specie che fioriscono ogni 10 anni e addirittura piante grasse come il Carnegiae, che possono arrivare a produrre dei fiori giganti dopo un periodo di germinazione superiore ai 50 anni.

Di sicuro il fattore più importante per un giardino di piante grasse è la luce. Il giardino deve essere posizionato in una zona molto luminosa e soleggiata per buona parte del giorno. Bisogna poi garantire a queste piante delle condizioni climatiche adatte, serve il caldo nella stagione estiva e sono necessarie temperature miti in inverno.

Con il ritorno della bella stagione, quando le giornate si allungano e il sole splende alto in cielo, la necessità condivisa è quella di riappropriarsi della vita all’aperto e di godere il più possibile degli spazi all’esterno. Quindi più che mai quest’anno ricorre il tema dell’abitare en plein airterrazzi, giardini e, perché no, anche balconi diventano piccole oasi di pace. La produzione, tra la ricerca di comfort e nuove soluzioni tecnologiche verte su elementi d’arredo, strutture e materiali che portano all’esterno tutti i principi base dell’architettura di interni. L’outdoor diventa così sempre più simile all’indoor di una casa accogliente e ricercata. Le regole sono le stesse, sia per un piccolo balcone che per un terrazzo dalle grandi metrature: semplicità, materiali e colori naturali, illuminazione solare. 

Così, se qualità e un curato design vanno di pari passo, se comfort e funzionalità non devono mancare, per chi è in procinto di rinnovare i mobili da giardino, vale la pena prendere spunto anche dalle tendenze dell’anno. Oltre ai classici arredi evergreen, in legno, rattan e vimini, la novità, è la comparsa dei colori pastello, capaci di “rinfrescare l’anima” e dare un tocco di “intensità elettrica”. A secondo dello spazio a disposizione, l’area outdoor può esser attrezzata per la zona living, relax e pranzo. Oltre a divani, poltrone, tavoli e sedie, come vedrete dalla nostra selezione con qualche novità dal Salone del mobile, gli spazi esterni si sono arricchiti di poltrone sospese e lettini a dondolo da una o due piazze. Oltre all’arredo è importante la scelta di complementi e accessori che personalizzano lo spazio, come tappeti, cuscini, lanterne e lampade per esterni, bracieri.

Come un regista che osserva la scena da un determinato punto di vista, il progettista può scegliere di pennellare con la luce gli elementi del giardino o del paesaggio. Alberi e masse arboree, con la loro forma, colorazione e sviluppo diventano gli attori della scena. Connessioni visive e prospettive diventano lo strumento attraverso cui trasmettere precise chiavi di lettura dell’ambiente circostante. 

Gli apparecchi di illuminazione devono essere concepiti per assecondare la mutevolezza e la complessità degli elementi naturali. Devono diventare strumenti flessibili e facilmente orientabili. Devono fondersi nel giardino e mimetizzarsi nel contesto attraverso forme esili e leggere e colorazioni naturali. 

L’incasso a terra con emissione di luce dal basso verso l’alto rimane una delle soluzioni più utilizzate per valorizzare le chiome o la verticalità dei fusti. 
Di giorno, essendo installati nel terreno, restano completamente nascosti alla vista. Di notte, grazie alle nuove ottiche comfort e alla sorgente in posizione arretrata, è possibile ridurre notevolmente il possibile l’abbagliamento e creare scenografie diversificate in relazione alla loro posizione rispetto all’elemento verde e al fascio utilizzato. 

Un’altra soluzione innovativa per illuminare un albero importante nel nostro giardino lungo la sua circonferenza è un incasso di forma curva come per esempio il Miniround. Questo corpo illuminante può essere utilizzato singolarmente o in modo consecutivo per disegnare una circonferenza perfetta.

Con Miniround è possibile disegnare suggestive cornici luminose, enfatizzando tronchi e chiome verdi, colonnati, sculture e percorsi non rettilinei. 

I paletti da giardino rappresentano un’altra soluzione estremamente utile in tutti quei casi in cui sia necessario puntellare con la luce un percorso o un camminamento in assenza di pareti, muri di confine o altre superfici di supporto. Il paletto diventa elemento stand-alone che definisce una sequenza e una direzione all’interno dello spazio esterno. 
Paletti con testa orientabile e stelo filiforme come Appley con la sua caratteristica forma a campanula, emergono in modo discreto dalla massa arborea per proiettare il fascio nella direzione desiderata. 

Per illuminare un giardino in modo suggestivo potrebbe essere interessate mettere in risalto arbusti o essenze erbacee di media altezza creando delle macchie luminose sparse e puntuali. 
La famiglia Spillo, nasce per questo scopo e con il suo stelo verticale ed estremamente sottile, simula la forma delle erbacee consentendo di direzionare il fascio nella direzione desiderata in modo semplice, veloce e flessibile. 

A Singapore è stato inaugurato un nuovo grattacielo: è CapitaSpring, un’oasi alta 280 metri che contribuisce allo sviluppo verticale della città. È tra le torri più alte della metropoli ed è stato progettato dal Big- Bjarke Ingels group in collaborazione con la Carlo Ratti Associati. Si trova nel cuore del distretto finanziario, proprio dove in precedenza sorgevano un parcheggio pubblico e un hawker center. Il grattacielo è stato ufficialmente completato dopo una fase di costruzione durata quattro anni.

A oggi, più del 99% dello spazio per gli uffici e per i negozi è stato dedicato al grattacielo di 93mila metri quadrati, adibito a un uso misto, che si contraddistingue per il suo gioco dinamico di linee ortogonali, i giardini e le diverse trame della facciata. In aggiunta ai rigogliosi giardini e al parco sul tetto, CapitaSpring comprende anche una residenza per i cittadini, un hawker center, ristoranti e spazi pubblici.

Ad altezze diverse, gli elementi verticali che compongono la facciata dell’edificio si aprono per permettere di vedere scorci delle oasi verdi e del giardino sul tetto. Il grattacielo ospita più di 80mila piante, con un green plot ratio, un’area verde totale di oltre 8.300 metri quadrati, equivalente al 140% dello spazio occupato.

I primi 8 piani sono dedicati agli alloggi ammobiliati, incluse strutture come piscinavasche idromassaggio, percorso da jogging, palestra, cucina condivisa, lounge per i residenti e spazi per il barbecue. I 29 piani superiori mettono a disposizione spazi premium per gli uffici con vista panoramica su Singapore river e Marina bay.

I sentieri del giardino creano passaggi per l’ingresso nella City Room, un open space alto 18 metri ai piedi del grattacielo. Creato come riparo dal sole tropicale e dalla pioggia, accoglie gli inquilini con ingressi separati per chi deve recarsi in ufficio, agli alloggi, nei negozi e al ristorante. L’iconico Market Street Hawker Center è stato ricreato al secondo e terzo piano con 56 bancarelle di cibo.

Al centro dell’edificio, in mezzo alle strutture degli uffici e delle residenze, ci sono 4 livelli connessi tra loro di aeree verdi, che compongono la Green oasis – un giardino all’aria aperta per lavorare, passeggiare, trascorrere momenti di relax, allenarsi e organizzare eventi. La Green oasis inserisce verticalmente elementi naturali nella struttura, garantendo ai residenti l’accesso a spazi verdi.

A CapitaSpring sono state assegnate le certificazioni di Green Mark Platinum e Universal Design Gold dalla Building and Construction Authority di Singapore. L’edificio offre anche una serie di servizi a supporto della mobilità sostenibile in vista del Singapore green plan 2030, tra cui 165 lotti di biciclette e una pista ciclabile lunga 600 metri lungo il perimetro dell’edificio.

Dall’antichità, fino ad oggi, in tutti i tempi, è uno degli elementi che più si presta in giardino ad essere giocato in mille variazioni, parliamo dell’acqua.
Nei giardini egiziani l’elemento focale erano le decorative vasche centrali, mentre altre vasche, più piccole, poste in vari angoli nei pressi delle aiuole, servivano essenzialmente per irrigare le piante.
Nella Francia di re Luigi XIV, in residenze regali, come Versailles, c’erano grandiose opere, su canali e laghi artificiali si muovevano ogni sorta di barche, gondole e gondolieri fatti arrivare appositamente da Venezia, mentre una vera “flotta da giardino” con tanto di ammiraglio inscenava battaglie navali nei canali.
La fantasia, nella costruzione degli impianti d’acqua dei giardini, non si mai è fermata, neppure davanti alle più estrose realizzazioni… Oggi, però, per motivi ovvi di spazio e di economia, si realizzano opere più modeste, ma non ci si priva del piacere dell’acqua.
Fontane, ruscelli, sorgenti, vasche, semplici botti, giochi, piccoli canali, laghetti e piscine tradizionali o biologiche, grandi o piccole, per ogni situazione si trova una soluzione dal sapore squisitamente personale.

Una sicura indicazione per scegliere la scenografia che fa al caso nostro è determinata dalle aspettative e dal rapporto che abbiamo con l’acqua. C’è chi desidera un angolo di giardino sognante, con una piccola vasca, magari circondata da una delicata vegetazione acquatica, ideale per ritirarsi e rilassarsi dopo una faticosa giornata lavorativa. C’è chi invece aspira a un impianto più in vista, movimentato con giochi d’acqua e di notte illuminato con effetti speciali, tutto a puro scopo decorativo. C’è ancora chi preferisce un quieto laghetto dove coltivare piante acquatiche e palustri e anche qualche pesce; sono gli appassionati della natura, che saranno spesso accanto al loro laghetto per osservare fauna e flora. Ci sono poi i tanti appassionati della piscina che oggi hanno l’imbarazzo della scelta: piscina tradizionale o biologica, vasca grande, o vasca piccola attrezzata con impianto controcorrente, o vasca superaccessoriata con idromassaggio e aromaterapia inclusa… Anche una vasca, o un ruscello per il gioco dei bambini, possono diventare il punto di maggiore attrazione di tutto il giardino.

Le piante acquatiche e palustri sono necessarie nei giardini d’acqua, non solo perchè fanno parte dell’ambientazione, ma anche perchè la vegetazione, nelle soluzioni più belle, fa intuire la presenza dell’acqua ancora prima di vederla!
Tra le più belle piante attorno all’acqua si contano gli infiniti generi di bambù (tra altri, Sasa, Phyllostachys, Semiarundinaria, Pseudosasa,Chusquea), tutte le varietà di Hosta, Rodgersia aesculifolia, le moltissime varietà da terra, palustri ed acquatiche di Iris, la spendida e maestosa Gunnera, Heuchera, Astilbe e Geranium che copre completamente il suolo.

La coltivazione di piante e ortaggi nel proprio giardino urbano, fenomeno noto come urban gardening, sta attraversando una fase di crescente popolarità. Sono sempre di più, infatti, quelli che scelgono di “produrre” in autonomia i propri alimenti. Seguire questo trend è piuttosto semplice, poiché non richiede particolare attrezzatura e si può implementare anche sul balcone o in terrazza, vale a dire lì dove c’è spazio a sufficienza. Per cominciare servono terreno e vasi, nella fattispecie letti rialzati, decisamente più flessibili da disporre sulla superficie. Completano la dotazione necessaria, pale di piccole dimensioni, annaffiatoi, tutori e guanti da giardinaggio. La primavera è la stagione ideale per i primi tentativi di coltivazione. A seconda della grandezza delle superfici coltivabili e del numero di piante, la gestione dell’orto può richiedere da pochi minuti a una mezz’ora al giorno. Meglio optare poi per una concimazione biologica, ottenuto con vari rimedi casalinghi.

L’urban gardening era di tendenza già prima della pandemia Covid. Da tempo infatti, non è più possibile ignorare il dibattito sul cambiamento climatico, i cui effetti sono già visibili in molte aree del mondo. L’urban gardening è dunque un fenomeno collaterale e concomitante, legato al crescente interesse verso l’ambiente come pure al desiderio di abbracciare uno stile di vita più sostenibile. Praticare il giardinaggio in città promuove di fatto il consumo di prodotti locali e riduce le rotte di trasporto: non c’è tragitto più breve che dal vostro vaso direttamente in tavola. Soprattutto nelle metropoli più densamente popolate inoltre, i giardini migliorano il microclima e offrono a molte specie animali un habitat ideale, o quantomeno un luogo dove rifugiarsi.

Il giardinaggio urbano prevede innanzitutto ortaggi. In rapporto alla superficie, la resa è qui relativamente abbondante e il raccolto molto più veloce, diversamente ad esempio dagli alberi da frutto. Chi possiede un giardino urbano o domestico, anche di piccole dimensioni, all’interno di una città particolarmente popolosa, ha di fatto a disposizione una superficie di dimensioni non trascurabili, che consente così di provvedere in modo sufficiente all’autosostentamento. In più, l’urban gardening è praticabile anche sul balcone, in terrazza e persino sui davanzali delle finestre. Tuttavia, le specie non si limitano soltanto a ortaggi ed erbe aromatiche. Alcuni amanti del giardinaggio e fortunati possessori di un giardino urbano stanno infatti anche provando l’allevamento dei polli, per sfruttare al meglio il potenziale del proprio giardino.

Il giardino Zen è un luogo di pace, relax e meditazione. Le sue linee essenziali e l’aspetto calmo creano uno spazio intimo dove rilassarsi e connettersi con lo spazio circostante, e la propria interiorità

Il giardino zen, in giapponese Karesansui – natura secca, è un tipo di giardino giapponese, che si distingue dalle altre tipologie poiché privo di acqua (anche se in un giardino zen moderno l’utilizzo dell’acqua è previsto). È composto da sabbia, ghiaia e rocce che vengono utilizzate per simulare il movimento dei corsi d’acqua oltre che da piante ornamentali dalle architetture composte e decise.

La definizione giardino zen apparve per la prima volta nel libro One Hundred Kyoto Gardens di Loraine Kuck del 1935, ma i giardini zen hanno origini molto più antiche.Il Karesansui nasce in Giappone nel VIII secolo con lo scopo di decorare i palazzi nobiliari. In quel periodo i giardini zen erano inseriti in ampi giardini contenenti acqua e fu solo nel XIV secolo, nei monasteri dei buddhisti zen, che iniziarono a essere considerati delle unità separate dagli altri giardini. 

Ricreare un giardino zen delle stesse dimensioni dei giardini zen giapponesi è praticamente impossibile, basti pensare che il giardino zen Giappone più famoso, il giardino delle rocce del tempio di Ryoanii, misura 250 metri quadri. Questo però non significa che non si possa ricreare un giardino zen in giardino, o per chi non ha spazio un giardino zen sul terrazzo

Prima di realizzare un giardino zen è necessario ricordare che gli elementi principali per realizzarlo sono asimmetria e disparità, viste dai giapponesi come simboli dell’autenticità della natura (tutto quello che è simmetrico viene considerato artificiale) e il contrasto, elementi alti che si affiancano a elementi bassi sempre seguendo il concetto di asimmetria. Creare ungiardino zen esterno è facile anche per chi non ha il pollice verde, visto che i Karesansui tradizionali non necessitano di acqua per vivere. 

In questo caso basterà dotarsi di pietre, sabbia, ghiaia e realizzare il proprio spazio di meditazione, meglio se delimitato da una struttura in legno o in pietra per evitare che la base di sabbia perda la sua forma originale. Gli accessori fondamentali per creare dei disegni sulla sabbia sono i rastrelli e gli accessori per levigare la sabbia dopo aver disegnato. Se invece si vuole realizzare un giardino zen esterno con piante e acqua si può spaziare con la fantasia, sempre seguendo i dettami dell’asimmetria e del contrasto. Il consiglio è quello di disegnare prima uno progetto del risultato finale desiderato, per poi cominciare a realizzare il giardino zen vero e proprio.

In principio, il giardino fu orizzontale” precisa, non senza una certa ironia, Jacques Leenhardt, sociologo francese e autorevole studioso delle idee di natura nell’arte e nell’architettura. L’affermazione, oltre a rinviare implicitamente al carattere costitutivo del giardino come piano coltivato e luogo da abitare, ci invita a riconoscere il suo tradizionale dominio espressivo, dato dal legame privilegiato tra piante e suolo. Anche se nel corso dei secoli passati, sfruttando morfologia e dinamiche di crescita di diverse specie botaniche, sono state sviluppate svariate tecniche di giardinaggio e orticoltura in verticale, il giardino rampante è invenzione recente. 

Con una struttura vegetale capace di svilupparsi in assenza di terreno libero, il giardino verticale, che si comporta come un benevolo organismo parassita del costruito, rappresenta per la società urbana del XXI secolo uno stratagemma per portare natura in città. È soprattutto merito della sperimentazione condotta alla fine degli anni 90 dal francese P. Blanc, e al conseguente successo mediatico ottenuto dalle sue lussureggianti composizioni, se il giardino verticale si è affermato come nuova natura urbana. Il giardino verticale di Blanc è un sistema vegetale vivente a dinamica controllata, pensato per far nascere insperate superfici anche in mezzo ad asfalto e cemento.

La progettazione di un giardino verticale introduce una serie di vantaggi estetici e ambientali nel contesto in cui si inserisce. Infatti, da un punto di vista architettonico la parete verde può migliorare l’estetica dell’edificio e si occupano superfici che altrimenti non avrebbero alcuna altra funzione. Ma i vantaggi più importanti derivanti dal giardino verticale sono quelli inerenti l’aspetto ecologico di questa scelta progettuale. Negli ultimi anni, la bioarchitettura e la progettazione ecosostenibile hanno avuto sempre più diffusione e la sensibilità dei progettisti, ma anche delle persone in generale, è decisamente aumentata. Le facciate verdi agiscono sul microclima e influenzano il comportamento fisico tecnico di un edificio.

Le erbe decorative o ornamentali sono piante che nel corso dei secoli hanno portato benefici sia agli abitanti di questo pianeta, sia alla terra stessa. Queste erbe che provvedono a nutrire il nostro corpo e la nostra anima sono state trovate in ogni continente, compresa la zona artica dove null’altro cresce. Il loro utilizzo a livello ornamentale ha una storia molto più recente, solo nei primi anni del 900 l’introduzione di nuove selezioni e varietà ha infatti stimolato l’utilizzo di queste piante nei giardini e negli ultimi anni la loro presenza è diventata quasi irrinunciabile nei progetti dei più importanti garden e landscape designer a livello mondiale.

Queste erbe sono diventate così importanti perché riescono a trasmetterci sensazioni ataviche e regalarci emozioni profonde, accompagnandoci nella nostra quotidianità, seguendo il ritmo naturale delle stagioni. Esistono erbe capaci di crescere fino a tre, quattro metri nel corso di un anno vegetativo, aumentando continuamente di volume, lo sviluppo delle loro foglie, dai colori cangianti, cambiando continuamente di intensità, regalano momenti magici a fine estate e con la loro struttura secca, che rimane fino a tardo inverno, disegnano il giardino con tratti minimalisti che assomigliano a segni di matita su un foglio bianco di brina e neve. 

Con la parola erbe ornamentali ci si riferisce a tutte quelle essenze la cui bellezza principale non sta nel fiore ma nella foglia e nelle spighe, quindi quando parliamo di queste erbe non ci riferiamo solo a specie appartenenti alla famiglia delle graminacee ma anche delle Cyperaceae, Juncaceae, Restionaceae, Typhaceae ecc…Dal punto di vista ornamentale la loro consociazione non è sempre facile ma proprio da questo dipende la qualità finale del progetto del giardino, quando nell’impianto si trova la giusta alchimia, il risultato è prefetto. Gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici, innanzitutto l’accostamento delle forme, bisogna considerare di trovare un equilibrio tra strutture più verticali, come possono essere quelle dei Panicum virgatum ‘Heavy Metal’ o delle Calamagrostis x acutiflora ‘Karl Foerst,’ e strutture più globose come quelle di alcuni MIscanthus a struttura bassa o alcune selezioni di Pennisetum. 

Una volta considerati i volumi è importante porre attenzione alle altezze per disegnare le giuste prospettive e le giuste profondità. Disegnata la struttura del nostro giardino l’attenzione deve essere poi posta sul movimento che alcune erbe come la Stipa tenuissima e la Calamgrostis x acutiflora ‘Karl Foerst’ riescono a regalarci con le brezze estive. Esse infatti sanno trasformare il giardino in un ambiente vivo e dinamico, calmo nelle giornate calde, allegro nella brezza, incalzante nelle giornate più ventose. 

Queste erbe hanno la capacità di attrarre e sfruttare la luce, lo stesso angolo di giardino regala sensazioni completamente diverse all’alba o al tramonto, un top designer è infatti in grado di valorizzare questo aspetto più di chiunque altro. Questo tipo di erbe aumentano di valore scenico se sapientemente accostate, e con una profonda conoscenza botanica, che permetta di abbinarle anche con alcune perenni da fiore in infinite combinazioni.

Tutti conosciamo dei luoghi la cui atmosfera, esercita un effetto benefico e rilassante, dei luoghi che ci fanno bene all’anima e sono essenziali per vivere in modo equilibrato nell’odierna pressione quotidiana che ci priva di esperienze spirituali. Per molti di noi possono essere delle scogliere a picco sul mare, delle verdi vallate o delle distese di felci in un bosco, dei luoghi in cui soffermarsi, annullare il tempo e godere dell’effetto che esercitano su di noi. 

E’ il senso del luogo che rende diversi questi ambienti un qualcosa di elusivo e insondabile anche se la sua atmosfera è onnipresente. Può trattarsi di una combinazione di elementi, un gioco di colori che conferiscono ad un luogo la sua scintilla di personalità. Sebbene si creda che il senso del luogo dipenda dalle forze della natura, i nostri paesaggi moderni, i giardini e i parchi creati dall’uomo, hanno sviluppato una propria identità, un proprio spirito, basti pesare agli arabeschi intrecci dei muri a secco nelle campagne siciliane, o alla magia evocativa della valle dei templi.

Fortunatamente quindi il senso del luogo, è qualcosa che si può creare e i giardini ne sono un perfetto esempio. I migliori sono degli spazi interamente personalizzati; la creazione di un’atmosfera speciale dipende dalla possibilità di caratterizzarla rispetto ad ogni altro luogo, integrandola nel paesaggio circostante, ascoltando intimamente il messaggio del “Genius loci”.

Potete disporre di tutti gli elementi necessari per creare il senso del luogo: movimento, luce e ombra, colori, tessiture, profumi i cambiamenti nell’ arco del giorno e delle stagioni. L’arte di creare un giardino ben riuscito sta nel trovare il potenziale, lo spunto fondamentale che darà al giardino il suo spirito, il suo messaggio. Possono bastare un ricordo o una semplice intuizione, una visione intima per donarle un proprio spirito, facendo riemergere qualcosa che è già presente in esso. 

I giardini sono potenzialmente dei luoghi molto intensi. Abbinando la libertà di espressione con la disciplina di un buon progetto si percorre la strada più breve per donare al proprio giardino una qualità unica e al proprio mondo una spiritualità che dovrebbe senz’altro far parte della vita moderna.