In principio, il giardino fu orizzontale” precisa, non senza una certa ironia, Jacques Leenhardt, sociologo francese e autorevole studioso delle idee di natura nell’arte e nell’architettura. L’affermazione, oltre a rinviare implicitamente al carattere costitutivo del giardino come piano coltivato e luogo da abitare, ci invita a riconoscere il suo tradizionale dominio espressivo, dato dal legame privilegiato tra piante e suolo. Anche se nel corso dei secoli passati, sfruttando morfologia e dinamiche di crescita di diverse specie botaniche, sono state sviluppate svariate tecniche di giardinaggio e orticoltura in verticale, il giardino rampante è invenzione recente. 

Con una struttura vegetale capace di svilupparsi in assenza di terreno libero, il giardino verticale, che si comporta come un benevolo organismo parassita del costruito, rappresenta per la società urbana del XXI secolo uno stratagemma per portare natura in città. È soprattutto merito della sperimentazione condotta alla fine degli anni 90 dal francese P. Blanc, e al conseguente successo mediatico ottenuto dalle sue lussureggianti composizioni, se il giardino verticale si è affermato come nuova natura urbana. Il giardino verticale di Blanc è un sistema vegetale vivente a dinamica controllata, pensato per far nascere insperate superfici anche in mezzo ad asfalto e cemento.

La progettazione di un giardino verticale introduce una serie di vantaggi estetici e ambientali nel contesto in cui si inserisce. Infatti, da un punto di vista architettonico la parete verde può migliorare l’estetica dell’edificio e si occupano superfici che altrimenti non avrebbero alcuna altra funzione. Ma i vantaggi più importanti derivanti dal giardino verticale sono quelli inerenti l’aspetto ecologico di questa scelta progettuale. Negli ultimi anni, la bioarchitettura e la progettazione ecosostenibile hanno avuto sempre più diffusione e la sensibilità dei progettisti, ma anche delle persone in generale, è decisamente aumentata. Le facciate verdi agiscono sul microclima e influenzano il comportamento fisico tecnico di un edificio.

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