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Per ottenere il massimo risultato dalla ristrutturazione di un giardino, la prima cosa da fare è valutare attentamente lo spazio disponibile e la forma dell’area a tua disposizione. Dimensioni e forma del giardino, infatti, giocano un ruolo chiave nella pianificazione e nell’organizzazione degli elementi. Quando ci si trova di fronte a spazi piccoli o irregolari, è necessario cercare di sfruttare al meglio ogni centimetro quadrato seguendo alcuni suggerimenti. 

Inizia con una pianificazione attenta. Considera le diverse funzioni che desideri includere nel tuo giardino, come ad esempio una zona per sedersi e rilassarsi, un’area per il pranzo o magari un angolo per la coltivazione di piante aromatiche. Scegli arredi e elementi che siano proporzionati allo spazio, evitando di sovraccaricare l’ambiente con oggetti ingombranti.Se gli spazi sono davvero ridotti, ad esempio, ti consigliamo di optare per l’utilizzo di elementi verticali, come pareti verdi o pergolati, che creano un senso di profondità e aggiungono fascino all’ambiente. Questi elementi verticali attirano l’attenzione verso l’alto, creando un senso di profondità e allargando visivamente lo spazio.

Inoltre, la scelta di piante e fiori compatte può aiutare a massimizzare lo spazio disponibile, mentre vialetti curvi o diagonali possono dare l’illusione di un giardino più grande. In caso di un terreno irregolare, cerca di sfruttare la variazione di altezze per creare diverse aree di interesse, magari inserendo piccoli terrazzamenti o scalinate panoramiche. 
Per un giardino esteticamente piacevole e funzionale, cerca di distribuire aiuole e vialetti in modo armonioso e bilanciato. Se posizionati nel modo corretto, questi elementi possono contribuire a definire ed organizzare lo spazio, per esempio creando separazioni tra le diverse funzioni del giardino, oppure possono essere utilizzati come bordi intorno a elementi focali come un prato o un’aiuola di fiori.

Prima di iniziare i lavori, è fondamentale dedicare del tempo alla progettazione del giardino. Il primo passo per la progettazione del giardino è creare un rendering che rappresenti il layout desiderato. Prendere le misure accurate del giardino e annotare i dettagli esistenti, come alberi, arbusti o strutture già presenti, è un passo importante per comprendere le possibilità e i vincoli del terreno. Durante la progettazione, è essenziale considerare lo stile ed il tema che si desidera scegliereper il proprio giardino. Questo influenzerà la scelta dei materiali, delle piante e degli elementi decorativi da utilizzare. Ad esempio, uno stile moderno potrebbe privilegiare linee pulite e materiali contemporanei, mentre uno stile classico potrebbe includere elementi ornamentali e dettagli architettonici raffinati. Un tema rustico, invece, potrebbe puntare sull’uso di pietra, legno e piante tipiche della campagna.

Durante questa fase iniziale, è anche importante considerare le proprie esigenze e preferenze personali. Ad esempio, se si desidera un giardino adatto per il relax, potrebbe essere opportuno includere zone ombreggiate con sedute confortevoli. Se si ha una passione per l’orticoltura, si può pensare di dedicare uno spazio a un orto o a un giardino di erbe aromatiche.

L’idea di ispirarsi alla Natura per trovare valide soluzioni in risposta a molte sfide della vita quotidiana non è nuova. La frase “Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri” viene comunemente attribuita a San Bernardo di Chiaravalle, un monaco cistercense e teologo che visse nel XII secolo.
San Bernardo era noto per le sue scritture e il suo acceso interesse per la contemplazione della Natura come mezzo per avvicinarsi a Dio.


La sua citazione sembra enfatizzare l’importanza dell’esperienza diretta con la Natura e il mondo reale come fonte di apprendimento e saggezza, che si spinge ben oltre a quanto si potrebbe imparare dai libri o dai maestri. L’essere umano durante tutta la sua storia ha sempre integrato elementi, forme, materiali, strutture, meccanismi e principi della Natura in numerosi artefatti. Negli anni ’50 del secolo scorso troviamo uno dei pionieri del concetto di “BIOMIMETICS” (in italiano BIOMIMETICA), il biologo svizzero Otto Schmitt, che studia i sistemi biologici per ispirare l’innovazione tecnologica. Negli anni successivi, la biomimetica e altri concetti legati allo studio e all’imitazione della Natura vengono sviluppati e approfonditi da scienziati e ingegneri in tutto il mondo.
Uno di questi è Janine M. Benyus, una scrittrice statunitense, biologa e consulente per l’innovazione che individua enormi potenzialità nell’accurato studio della Natura e nell’applicazione dei suoi principi. Benyus si avvicina al tema dell’innovazione ispirata dalla Natura durante la stesura di alcuni libri sugli ambienti naturali e i comportamenti e adattamenti della fauna selvatica, imparando e approfondendo i modi geniali con cui gli organismi si adattano ai loro habitat e anche tra di loro. Ella scopre così il concetto di “BIOMIMICRY” (in italiano BIOMIMESI) che è una scienza applicata che descrive la progettazione intenzionale di artefatti, volti a risolvere problemi che si ispirano alla Natura.


Il termine è composto da due parole greche, BIOS (vita) e MIMESIS (imitazione).
Il concetto di biomimesi venne incontro all’esigenza dell’autrice di trovare un nome non troppo tecnico e generalmente accessibile per le persone interessate alla Natura e ai suoi insegnamenti.
La biomimetica si concentra sulla traduzione scientifica, sull’innovazione tecnologica radicale, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie migliori e commercializzabili.
Il concetto di sostenibilità non sembra essere un obiettivo esplicito. Invece, la biomimesi si concentra sull’ispirazione, l’ideazione e l’educazione in riferimento ai principi e alle strutture presenti in Natura, con l’obiettivo esplicito della sostenibilità e della riconnessione delle persone con la Natura. Nel nostro mondo odierno “human-centered”, incentrato esclusivamente sull’essere umano e la sua intelligenza, le lezioni della Natura che si sono dimostrate vincenti nel corso di miliardi di anni, per tanto (troppo) tempo sono rimaste pure curiosità scientifiche accessibili a pochi, senza entrare attivamente nelle nostre vite.


Questi saperi raccolti all’interno della biomimesi, contribuiranno sempre di più a cambiare il modo in cui coltiviamo il nostro cibo, produciamo i materiali per numerosi ambiti, forniamo energia, curiamo le nostre malattie e conduciamo i nostri affari Troviamo applicazioni in svariati ambiti, come per esempio in architettura, agricoltura, energia, medicina, trasporti, chimica, ecc. Gli obiettivi della disciplina della biomimesi sono molto ambiziosi: creare prodotti, processi e sistemi, e probabilmente anche nuovi modi di vivere, che aiutino a risolvere le nostre più grandi sfide progettuali in modo sostenibile, e salvaguardando allo stesso tempo tutta la vita sulla terra. Facciamo due esempi di biomimesi: il primo, l’invenzione del velcro, un sistema di chiusura a strappo, che imita il principio dei fiori della bardana con i suoi uncini; il secondo riguarda l’applicazione nel mondo dell’architettura del principio dei termitai presenti nei caldi territori africani che con l’aiuto di canali scavati e un sofisticato sistema di ventilazione, creano un ambiente capace di autoregolare la temperatura e mantenerla costante. 

Bettina Bolten, Biophilic design consultant

Lunghi periodi di siccità con divieto di irrigare o viceversa piogge improvvise e abbondanti, caldo prolungato e temperature sopra le medie: è questo l’andamento degli ultimi anni della stagione vegetativa, anche i giardini soffrono di conseguenza è importante quindi un nuovo approccio alla progettazione dei giardini e delle terrazze.
Attraverso la professionalità degli architetti del paesaggio e dei garden designer, attraverso lo studio accurato del luogo sia come terreno, fascia climatica e comportamento della flora autoctona si può cercare di tutelare il giardino dai cambiamenti climatici.

Un percorso progettuale, quindi attento che coniughi sapere architettonico, botanico e agronomico, è il primo passo per evitare di dover ricorrere a interventi di rifacimento di alcune zone o addirittura dell’intero giardino

L’estate 2022 per esempio è stata particolarmente arida e caldissima, e sicuramente lascerà il segno, non solo nei boschi naturali punteggiati da alberature morte ma anche nelle aree verdi urbane, dove la calura ha raggiunto livelli considerevoli  e di conseguenza soprattutto nelle aiole e nelle essenze dei giardini e delle terrazze, finora basata sulla convinzione di poter contare su acqua sempre disponibile, e di poter plasmare la natura a piacimento, incuranti dell’ingiustificato consumo di risorse necessario per ottenere i risultati desiderati.
In questo periodo storico quindi, la progettazione dei giardini e dei terrazzi deve essere ancor più rispettosa dell’ambiente in cui si opera, ed appellarsi al paesaggio naturale tipico del contesto locale.

Sarà utile e necessario confrontarsi con i clienti al fine di orientarli verso soluzioni progettuali sempre più sostenibili, e porre una grande attenzione alla scelta delle specie arboree e delle soluzioni progettuali, in particolar modo evitando le essenze con maggior richiesta d’acqua.
Per ambire questo cambiamento, è necessaria una consapevolezza trasversale, a partire dal progettista e dai giardinieri, fino e non ultimo ad arrivare al cliente: sicuramente è un processo che richiederà tempo.

Ogni elemento della progettazione di un giardino deve essere pensato in relazione dunque al cambiamento climatico. Dalla scelta delle varietà, a quella dei materiali, prediligere il più possibile specie autoctone, valutare sostenibilità, e soluzioni a basso impatto ambientale e a bassa manutenzione, cercare di favorire il più possibile paesaggi naturali, più spontanei e adatti a meglio sopportare lo stress. L’importante per chi opera in questo settore è essere sempre consapevoli del ruolo che ogni progettista di giardini e operatore, dovrebbe avere per contribuire nella lotta al cambiamento climatico.

Il desiderio di progettare un orto domestico affascina molte persone, sia per la possibilità di consumare verdura autoprodotta, quindi dalla provenienza sicura, sia come hobby che regala una grande soddisfazione personale.

Se abbiamo a disposizione un appezzamento di terreno abbastanza grande, possiamo adibirlo ad orto in pochi e semplici passi.

Certo, è sconsigliato piantare i semi o trapiantare le piante senza avere uno schema preciso. Non è solo una questione di ordine, quanto anche di produttività: radici troppo vicine potrebbero danneggiare a vicenda le piante o togliere elementi nutritivi che non consentono un adeguato nutrimento.

Crescendo poi, i rami potrebbero intrecciarsi e avvicinarsi troppo, limitando lo sviluppo dei frutti sia in grandezza che in quantità.

Anche per piantare le aromatiche è necessario prendere le misure, sia come spazio che come consociazione: alcune piante, se messe accanto, traggono giovamento una dall’altra; altre, invece, limitano a vicenda la propria crescita.

Ecco perché è importante disegnare e progettare un orto prima di piantare anche un solo seme all’interno del proprio giardino.

Lo spazio che abbiamo a disposizione è importante per determinare che forma dare al nostro orto.

Da questa forma dipende tutta la struttura che daremo al nostro appezzamento da coltivare.

Partiamo dall’individuare lo spazio d’entrata e il punto d’acqua, che deve essere posizionato in maniera tale da poter collegare tutto il sistema idrico che servirà l’orto per intero.

Quindi tracciamo i camminamenti che useremo per passare tra le zolle coltivate senza pestarle. Ne è previsto uno principale, cui sono collegati camminamenti più piccoli per arrivare a tutte le porzioni di terreno.

La ricerca poi della facilità di coltivazione e il miglioramento del design, consiglia di coltivare il nostro orto in cassoni di metallo, legno o salice intrecciando donano all’insieme una scenografia più architettonica e emozionale.

L’aggiunta di fiori da recidere da cogliere con le nostre verdure e un’illuminazione discreta renderà magico il nostro orto anche nelle ore serali

Mente e giardino

Prendendosi cura di un giardino, si cura la propria animaNatura e mente sono intimamente connesse e interdipendenti, ecco perché prendersi cura della salute del pianeta sviluppando una coscienza sostenibile, o semplicemente di un piccolo giardino, è possibile solo a partire dalla trasformazione dell’idea che noi abbiamo della natura. 

L’ecopsicologia lo chiama inconscio ecologico, quel senso di reciprocità tra uomo e ambiente che ridefinisce i limiti dell’io e lo pone in una relazione costante. Una realtà primigenia che ha sempre abitato dentro di noi, una memoria che aspetta solo di essere rievocata.

Lo spiega bene la scrittrice Susanna Tamaro (in libreria con Invisibile Meraviglia. Piccole lezioni sulla natura, Solferino), quando dice che la natura è in grado di risvegliare il senso della meraviglia solo se prima facciamo un lavoro sul nostro pensiero. Ovvero, solo quando eliminiamo tutte le lenti classificatorie, permettiamo allo stupore di colpirci e riconosciamo che gli animali e le piante che ci circondano ci parlano di noi stessi e del mistero che ci avvolge, bellezza simbolo dell’altrove. 

Il filosofo Byung-Chul Han, ormai noto anche ai non addetti ai lavori, ha appena pubblicato il suo Elogio della terra, edito da Nottetempo. Amante della filosofia zen, racconta di come aver allestito un giardino gli abbia restituito il senso della realtà e un mondo molto più vasto di quello visibile attraverso uno schermo. Lo ha chiamato Bi-Won (“giardino segreto” in coreano) e la cura, che richiede anche fatica fisica, gli prova una stanchezza sana, ma non sfinente come quella di giornate intere trascorse nel digitale, una stanchezza che apporta benessere e gioia. Fare giardinaggio diventa quindi un atto che possiamo includere dentro al cappello della mindfulness perché permette di fare esperienza del tempo presente, l’unica dimensione portatrice di felicità e rilassante per la mente. 

È stato riscontrato che il contatto con la natura migliora la salute mentale, le persone che fanno giardinaggio ogni giorno godono di un benessere maggiore. Il giardinaggio è stato prescritto dal SSN dal 2019 e gli studi suggeriscono che il solo fatto di guardare degli spazi verdi può persino ridurre i tempi di recupero in ospedale.

Realizzare e curare un giardino è piacere per i sensi. Kendra Wilson, autrice del libro Garden for the Senses, sul Guardian suggerisce di scegliere sempre piante e fiori che stimolano almeno due dei cinque sensi

Alice Rosati

Le piante grasse si compongono di diverse specie tipicamente ornamentali, il loro aspetto scultoreo, si presta perfettamente alla composizione di un giardino sia in esterno che in interno, realizzato con un insieme di specie adatte a vivere all’esterno. Se si può disporre dello spazio adatto, un giardino di piante grasse può rappresentare un valore aggiunto per la propria casa, semplice da realizzare e che non ha bisogno di particolari cure, ne soprattutto di molta acqua. Naturalmente c’è bisogno di un terreno adatto, il sole non deve mai mancare e l’inverno deve essere abbastanza mite da garantire una sufficiente umidità per mantenere le piante in buona salute.

Questo tipo di piante si sceglie naturalmente per gusto estetico, ci possono essere poi altri fattori che influenzano la scelta, in genere perché non necessitano di molta manutenzione, non sporcano perché non hanno foglie o rami, perché sono piante che vivono a lungo e, essendo caratterizzate da una crescita abbastanza lenta, non devono essere potate, trapiantate o spostante in ambienti più grandi. Infine, un giardino di piante grasse non deve essere innaffiato periodicamente, anzi, durante il periodo di riposo vegetativo le piante non hanno bisogno di acqua, quindi si risparmia su impianti di irrigazione e sulla gestione nell’insieme di tutto il giardino. 


La creazione di un giardino di piante grasse offre la possibilità di scegliere diverse soluzioni di colore, di forma e grandezza e di fioritura. Si può infatti giocare sia con le dimensioni, tenendo conto che si sono specie nane e specie giganti, che con le fioriture, diverse per colori e per periodi dell’anno. La principale famiglia di piante grasse per giardino esterno è quella dei cactus. Per un giardino esterno si possono scegliere le piante grasse succulente, quelle senza spine e con fiori, le piante sempreverdi e quelle appartenenti al genere dell’Agave americana.

La caratteristica principale di questa famiglia di piante grasse è soprattutto la forma. Le piante grasse con i fiori sono infine le più delicate, sono infatti pochi gli esemplari che fioriscono o fruttificano, questo avviene soprattutto in primavera ed estate agli esemplari in buona salute. Per vedere una pianta grassa fiorire occorrono condizioni climatiche ottimali e molti anni, ci sono specie che fioriscono ogni 10 anni e addirittura piante grasse come il Carnegiae, che possono arrivare a produrre dei fiori giganti dopo un periodo di germinazione superiore ai 50 anni.

Di sicuro il fattore più importante per un giardino di piante grasse è la luce. Il giardino deve essere posizionato in una zona molto luminosa e soleggiata per buona parte del giorno. Bisogna poi garantire a queste piante delle condizioni climatiche adatte, serve il caldo nella stagione estiva e sono necessarie temperature miti in inverno.

Da qualche anno, il giardino non è più visto solo come una distesa di prato con una siepe e qualche cespuglio. È diventata una vera e propria estensione della casa, con un’attenta pianificazione e decorazione. Progettare l’esterno è ora simile a creare spazi abitativi caldi, piacevoli e rispettosi dell’ambiente. 

Le successive reclusioni hanno accentuato la necessità di godere dell’aria aperta. Per chi aveva un giardino, spesso era un aiuto prezioso per affrontare questo periodo difficile. Per i meno fortunati, la reclusione evidenziava la necessità di poter fuggire, anche da casa.

Il mondo del giardino è quindi più che mai apprezzato. Ora è percepito come una vera e propria estensione della casa: uno spazio per essere coccolati, per sentirsi bene e per passeggiare. 

Come per ogni stanza della casa, anche per il giardino si lavora sull’atmosfera. Gli elementi decorativi per esterni si moltiplicano: tappeti, cuscini, luci, portacandele, sculture, sedute di design… L’obiettivo è duplice: creare un’oasi di pace per ricaricarsi, ma anche uno spazio conviviale da vivere insieme. 

Sempre più percepito come un rifugio, il giardino sta diventando un vero e proprio bozzolo privato. Uno spazio per ricaricare le batterie. In questo senso, la ricerca della privacy è essenziale. Una delle tendenze è quella di limitare la visibilità del giardino lungo il perimetro della proprietà con mezzi estetici. Le recinzioni opache sono ornate da piante rampicanti o piccoli vasi di erbe aromatiche, la vegetazione rigogliosa nello stile di una giungla urbana crea naturalmente uno spazio al riparo dalla vista e le tele tese sono sempre più comuni per proteggere dai piani superiori. 

 Le recinzioni diventano elementi decorativi come le piante e i mobili da esterno. Il loro ruolo non è più solo quello di mettere in sicurezza la vostra proprietà, ma anche di partecipare alla creazione di un’atmosfera armoniosa ed elaborata. 

In linea con il movimento “rifiuti zero” e con il consumo di alimenti sani, la più grande tendenza è senza dubbio la coltivazione di un orto giardino. Lavorare la terra non è solo rilassante, ma anche gratificante. Coltivare e mangiare la propria frutta, verdura ed erbe aromatiche è fonte di orgoglio e di molti altri benefici. È ecologico ed economico. Permette di mangiare cibi non importati, di stagione e senza trattamenti chimici.

Con il ritorno della bella stagione, quando le giornate si allungano e il sole splende alto in cielo, la necessità condivisa è quella di riappropriarsi della vita all’aperto e di godere il più possibile degli spazi all’esterno. Quindi più che mai quest’anno ricorre il tema dell’abitare en plein airterrazzi, giardini e, perché no, anche balconi diventano piccole oasi di pace. La produzione, tra la ricerca di comfort e nuove soluzioni tecnologiche verte su elementi d’arredo, strutture e materiali che portano all’esterno tutti i principi base dell’architettura di interni. L’outdoor diventa così sempre più simile all’indoor di una casa accogliente e ricercata. Le regole sono le stesse, sia per un piccolo balcone che per un terrazzo dalle grandi metrature: semplicità, materiali e colori naturali, illuminazione solare. 

Così, se qualità e un curato design vanno di pari passo, se comfort e funzionalità non devono mancare, per chi è in procinto di rinnovare i mobili da giardino, vale la pena prendere spunto anche dalle tendenze dell’anno. Oltre ai classici arredi evergreen, in legno, rattan e vimini, la novità, è la comparsa dei colori pastello, capaci di “rinfrescare l’anima” e dare un tocco di “intensità elettrica”. A secondo dello spazio a disposizione, l’area outdoor può esser attrezzata per la zona living, relax e pranzo. Oltre a divani, poltrone, tavoli e sedie, come vedrete dalla nostra selezione con qualche novità dal Salone del mobile, gli spazi esterni si sono arricchiti di poltrone sospese e lettini a dondolo da una o due piazze. Oltre all’arredo è importante la scelta di complementi e accessori che personalizzano lo spazio, come tappeti, cuscini, lanterne e lampade per esterni, bracieri.

Come un regista che osserva la scena da un determinato punto di vista, il progettista può scegliere di pennellare con la luce gli elementi del giardino o del paesaggio. Alberi e masse arboree, con la loro forma, colorazione e sviluppo diventano gli attori della scena. Connessioni visive e prospettive diventano lo strumento attraverso cui trasmettere precise chiavi di lettura dell’ambiente circostante. 

Gli apparecchi di illuminazione devono essere concepiti per assecondare la mutevolezza e la complessità degli elementi naturali. Devono diventare strumenti flessibili e facilmente orientabili. Devono fondersi nel giardino e mimetizzarsi nel contesto attraverso forme esili e leggere e colorazioni naturali. 

L’incasso a terra con emissione di luce dal basso verso l’alto rimane una delle soluzioni più utilizzate per valorizzare le chiome o la verticalità dei fusti. 
Di giorno, essendo installati nel terreno, restano completamente nascosti alla vista. Di notte, grazie alle nuove ottiche comfort e alla sorgente in posizione arretrata, è possibile ridurre notevolmente il possibile l’abbagliamento e creare scenografie diversificate in relazione alla loro posizione rispetto all’elemento verde e al fascio utilizzato. 

Un’altra soluzione innovativa per illuminare un albero importante nel nostro giardino lungo la sua circonferenza è un incasso di forma curva come per esempio il Miniround. Questo corpo illuminante può essere utilizzato singolarmente o in modo consecutivo per disegnare una circonferenza perfetta.

Con Miniround è possibile disegnare suggestive cornici luminose, enfatizzando tronchi e chiome verdi, colonnati, sculture e percorsi non rettilinei. 

I paletti da giardino rappresentano un’altra soluzione estremamente utile in tutti quei casi in cui sia necessario puntellare con la luce un percorso o un camminamento in assenza di pareti, muri di confine o altre superfici di supporto. Il paletto diventa elemento stand-alone che definisce una sequenza e una direzione all’interno dello spazio esterno. 
Paletti con testa orientabile e stelo filiforme come Appley con la sua caratteristica forma a campanula, emergono in modo discreto dalla massa arborea per proiettare il fascio nella direzione desiderata. 

Per illuminare un giardino in modo suggestivo potrebbe essere interessate mettere in risalto arbusti o essenze erbacee di media altezza creando delle macchie luminose sparse e puntuali. 
La famiglia Spillo, nasce per questo scopo e con il suo stelo verticale ed estremamente sottile, simula la forma delle erbacee consentendo di direzionare il fascio nella direzione desiderata in modo semplice, veloce e flessibile. 

A Singapore è stato inaugurato un nuovo grattacielo: è CapitaSpring, un’oasi alta 280 metri che contribuisce allo sviluppo verticale della città. È tra le torri più alte della metropoli ed è stato progettato dal Big- Bjarke Ingels group in collaborazione con la Carlo Ratti Associati. Si trova nel cuore del distretto finanziario, proprio dove in precedenza sorgevano un parcheggio pubblico e un hawker center. Il grattacielo è stato ufficialmente completato dopo una fase di costruzione durata quattro anni.

A oggi, più del 99% dello spazio per gli uffici e per i negozi è stato dedicato al grattacielo di 93mila metri quadrati, adibito a un uso misto, che si contraddistingue per il suo gioco dinamico di linee ortogonali, i giardini e le diverse trame della facciata. In aggiunta ai rigogliosi giardini e al parco sul tetto, CapitaSpring comprende anche una residenza per i cittadini, un hawker center, ristoranti e spazi pubblici.

Ad altezze diverse, gli elementi verticali che compongono la facciata dell’edificio si aprono per permettere di vedere scorci delle oasi verdi e del giardino sul tetto. Il grattacielo ospita più di 80mila piante, con un green plot ratio, un’area verde totale di oltre 8.300 metri quadrati, equivalente al 140% dello spazio occupato.

I primi 8 piani sono dedicati agli alloggi ammobiliati, incluse strutture come piscinavasche idromassaggio, percorso da jogging, palestra, cucina condivisa, lounge per i residenti e spazi per il barbecue. I 29 piani superiori mettono a disposizione spazi premium per gli uffici con vista panoramica su Singapore river e Marina bay.

I sentieri del giardino creano passaggi per l’ingresso nella City Room, un open space alto 18 metri ai piedi del grattacielo. Creato come riparo dal sole tropicale e dalla pioggia, accoglie gli inquilini con ingressi separati per chi deve recarsi in ufficio, agli alloggi, nei negozi e al ristorante. L’iconico Market Street Hawker Center è stato ricreato al secondo e terzo piano con 56 bancarelle di cibo.

Al centro dell’edificio, in mezzo alle strutture degli uffici e delle residenze, ci sono 4 livelli connessi tra loro di aeree verdi, che compongono la Green oasis – un giardino all’aria aperta per lavorare, passeggiare, trascorrere momenti di relax, allenarsi e organizzare eventi. La Green oasis inserisce verticalmente elementi naturali nella struttura, garantendo ai residenti l’accesso a spazi verdi.

A CapitaSpring sono state assegnate le certificazioni di Green Mark Platinum e Universal Design Gold dalla Building and Construction Authority di Singapore. L’edificio offre anche una serie di servizi a supporto della mobilità sostenibile in vista del Singapore green plan 2030, tra cui 165 lotti di biciclette e una pista ciclabile lunga 600 metri lungo il perimetro dell’edificio.